Episodi
Le puntate di Fuori Posto, in ordine di pubblicazione.
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Oct. 18, 2026
Fuori Posto #1 La ricerca
Questo podcast è il risultato di un lavoro di ricerca. Un lavoro che parte dalla critica a un’idea diffusa: che le traiettorie di vita delle persone possano essere spiegate quasi esclusivamente a partire dagli effetti delle sostanze o da caratteristiche individuali. In questa ricerca, invece, l’attenzione si sposta su come le vite si costruiscono nel tempo, nell’intreccio tra pratiche di consumo, relazioni, risorse e interventi istituzionali. Per questo abbiamo scelto di partire dalle esperienze delle madri e dai significati che attribuiscono a ciò che vivono. Da qui si è sviluppato un percorso di ricerca partecipata nell’analisi dei materiali e nel modo di raccontare queste esperienze. Un gruppo di ricercatori e ricercatrici ha lavorato insieme a un gruppo di madri con esperienza di uso di sostanze. Le madri coinvolte hanno partecipato alla costruzione della ricerca:nella definizione delle domande, nell’analisi dei materiali e nel modo di raccontare queste esperienze. La ricerca …
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Oct. 18, 2026
Fuori Posto #2 Uso regolato e maternità autonoma
Questa storia racconta una maternità che riesce a costruirsi senza entrare in un percorso di controllo istituzionale. Non perché i servizi siano assenti, ma perché il rapporto con essi viene gestito in modo selettivo. È la storia di una donna che, prima della gravidanza, faceva uso di sostanze in modo intenzionale e regolato. L’uso non occupava tutta la sua vita, non la definiva, né comprometteva i funzionamenti quotidiani. Era inserito in una traiettoria fatta di studio, lavoro, relazioni e autonomia. Con l’arrivo della gravidanza, la sospensione dell’uso non è il risultato di una pressione esterna, ma una scelta legata alla protezione e alla ridefinizione delle priorità. Non c’è un intervento correttivo imposto dall’esterno, ma una riorganizzazione che nasce dall’interno.
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Oct. 18, 2026
Fuori Posto #3 Maternità sorvegliata
Quella che state per ascoltare è una storia di maternità che si intreccia fin dall’inizio con lo sguardo delle istituzioni. Non è la storia di una “madre che non ce la fa”, né di una donna che rifiuta l’aiuto. È la storia di una madre che entra in contatto con i servizi e che, da quel momento, smette di essere solo una persona che chiede sostegno. Diventa qualcuno da valutare, da osservare, da monitorare. La protagonista di questa storia non smette di essere madre. Anzi, fa tutto quello che le viene chiesto. Ma impara presto una regola non scritta: parlare poco, dire solo l’indispensabile, non mostrarsi fragile. Perché in certi contesti, chiedere aiuto può diventare un rischio.